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Tattiche di ingaggio

Storia > Guerre Napoleoniche > La battaglia di Trafalgar: Horatio Nelson

Presumibilmente anche per la consapevolezza di ciò, le tattiche di guerra navale inglesi erano impostate per la ricerca della massima manovrabilità ed a favore dell'attacco, che avveniva se possibile sempre sopravvento, mentre quelle francesi prediligevano l'approccio sottovento, precludendo pesantemente le possibilità di una vittoria, ma consentendo in caso di fuga di poter disporre al meglio le vele per raggiungere una maggiore velocità.
Infatti, ai bastimenti francesi era sempre necessario attendere le mosse di quelli inglesi, in quanto la disposizione sottovento obbligava a recitare più che altro una parte passiva, mentre quella attiva era appannaggio degli inglesi.
Inoltre dall'Ammiragliato britannico venivano imposte delle regole di ingaggio più premianti per una potenziale vittoria rispetto a non quanto fosse disposto ai bastimenti francesi.

Fonte immagini velieri in combattimento: digilander.libero.it/shinano

Questi ultimi miravano le bordate dei propri cannoni soprattutto alle alberature, cercando di lasciare intatti gli scafi all'insegna della massima probabilità di recupero della nave sconfitta, mentre gli inglesi al contrario miravano ai ponti di manovra dell'equipaggio, con l'intento prioritario dell'eliminazione dello stesso, e subordinatamente alla linea di galleggiamento per eventualmente affondare la nave stessa.
Le navi nemiche che si scontravano con quelle britanniche risultavano devastate, con i ponti colmi dei corpi dei marinai ed ufficiali decapitati e smembrati.
Va tuttavia ricordato che tutto l'organico di bordo delle navi da guerra inglesi, una volta dichiarata bottino di guerra una nave nemica, poteva vantare per il proprio quadro di comando, nonché per tutti i marinai, in percentuali diverse, un ricco dividendo in relazione anche al valore del bastimento catturato, che quindi veniva a tutti gli effetti subito messo a disposizione della Marina britannica come nave propria.
Ciò pertanto permette di comprendere che l'affondamento era di norma una "estrema ratio" alla quale arrivare solo in casi estremi.
Ma non nel caso della battaglia di Trafalgar.

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